Nel 1392, su richiesta del re delle Ryukyu, Satto, un gruppo di immigrati Cinesi si insediò nel villaggio di Kume, nella regione di Naha, la città più importante dell’isola di Okinawa. Questo gruppo chiamato "le 36 famiglie" rappresentava una comunità chiusa saldamente radicata alle credenze Taoiste e Confuciane.
Questo nucleo di famiglie deteneva importanti funzioni nelle relazioni culturali, politiche, sociali e commerciali Cina <–> Okinawa e viceversa. Si occupava anche dell’ingegneria navale e della navigazione nell’area.
Il contatto tra queste famiglie Cinesi e la nobiltà di Okinawa prima, e il popolo successivamente, pone le basi per una importante linea d’infiltrazione dell’arte Cinese del combattimento in Okinawa e nelle Ryukyu.
Ad esempio cronache locali riportano informazioni riguardanti maestri Cinesi di combattimento in Okinawa. Uno di questi si chiamava Wan Xiu (in Cinese) chiamato sull’isola Wanshu. Oggi conosciamo un Kata (Shorin) chiamato Wanshu (Empi nello Shotokan).
Un altro esempio che può essere citato è quello del maestro Ko-Shan-Kin, detto anche Ku-Shan-Ku o Ko-So-Kun. Un altro Kata in Okinawa è chiamato Kushanku o Kosokun (Kanku nello Shotokan).
Il villaggio di Kume ebbe un’importanza rilevante per cinque secoli nell’insegnamento e nella pratica dei sistemi di combattimento Cinesi in Okinawa, in particolare dei sistemi provenienti dal sud della Cina (Fukien o Fujian).
Pian piano che l’arte filtrava all’esterno venne conosciuta come Naha-Te, poiché il piccolo centro di Kume dipendeva dal più grande centro di Naha. Furono probabilmente i nobili di Naha a dare al sistema il nome della loro città.
Oltre all’insegnamento nel villaggio di Kume, le tecniche Cinesi approdarono ad Okinawa grazie ai commercianti dell’isola, i quali percorrendo le rotte commerciali in Cina appresero anche stili e metodologie di combattimento. La pratica nella maggior parte dei casi era però frammentaria e incompleta data la natura piuttosto nomade dei commercianti, i quali si spostavano secondo il flusso delle proprie merci.
Ciò che riportarono in Okinawa dunque non era un sistema completo e sistematico, quanto piuttosto un insieme di tecniche semplici mirate alla applicazione immediata in combattimento. Questi insiemi di tecniche venivano poi adattati al modello di pensiero e alla morfologia fisica degli abitanti e del territorio di Okinawa.
Uno dei primi praticanti e maestri dell’epoca moderna fu senza dubbio Kanryo Higaonna, nato a Naha nel 1852. Egli studiò l’arte del combattimento nel villaggio di Kume presso il maestro Doru, poi con il maestro Arakaki e quindi con il maestro Kugusuku.
Successivamente Higaonna si trasferì in Cina dove rimase per quindici anni approfondendo le sue conoscenze marziali, in particolar modo studiò il Liu Qia Quan, uno dei cinque grandi sentieri dello Shaolin del sud della Cina.
Rientrato in Okinawa fondò una scuola a Naha dove insegnava il To-De (metodo di combattimento Cinese).
Il Naha-Te di Higaonna nacque dunque come ulteriore fusione tra gli insegnamenti a lui impartiti a Kume e quelli ricevuti in Cina. Tra i suoi numerosi allievi ve ne fu uno di particolare rilevanza storica: Chojun Miyagi. Il quale molto tempo dopo sistematizzò le tecniche e i programmi rielaborandoli ulteriormente e dando vita alla scuola Goju-Ryu.